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VIRTUOSISMO, OVVERO “FARE LE COSE ORDINARIE IN MANIERA STRAORDINARIA”

In questo primo articolo nel blog di CrossFit 080, voglio parlarvi di un concetto molto caro a noi coaches di CrossFit, ovvero il virtuosismo. Ho trovato, sul CrossFit Journal, questa lettera del nostro coach fondatore risalente addirittura al 2005 quando in Italia ancora non sapevamo cosa fosse CrossFit. In questa lettera aperta ai trainers di CrossFit, Coach Greg Glassman discute l’importanza del virtuosismo, definito nella ginnastica come “fare le cose ordinarie in maniera straordinaria.” Qui di seguito il testo della lettera:

“A differenza del rischio e dell’originalità, il virtuosismo è elusivo, estremamente elusivo. Tuttavia, è  prontamente riconosciuto dal pubblico nonché da coaches e atleti. Tra i principianti che si mettono ad imparare una nuova abilità o arte qualsiasi, che sia imparare a suonare il violino, scrivere poesie, o competere nella ginnastica, c’è spesso una tendenza di voler superare rapidamente i fondamentali per passare ai movimenti o tecniche più elaborate e più sofisticate.

Quello che inevitabilmente rovinerà un programma di allenamento e minerà la professionalità di un allenatore è una mancanza di impegno nei fondamentali. Oramai vediamo prescritte raramente le combinazioni  brevi ed intense da 2 o 3 esercizi che caratterizzano una programmazione CrossFit. E raramente i coaches si dedicano in maniera approfondita alla meccanica dei movimenti fondamentali.

Capisco perchè questo avviene. È comprensibile voler insegnare alla gente movimenti avanzati e stravaganti. La voglia di superare rapidamente le basi e passare ai movimenti avanzati nasce dal desiderio naturale di divertire il cliente e stupirlo con le proprie abilità e conoscenze. Ma non cadete in errore: è una mossa da sciocchi. Insegnare lo snatch quando non esiste ancora un overhead squat, o insegnare un overhead squat quando non c’è ancora un air squat, è un errore colossale. Questa fretta per le progressioni aumenta il rischio di infortuni, ritarda l’avanzamento, e riduce  i risultati che il cliente dovrebbe avere in cambio dei suoi sforzi. In breve, ritarda il suo fitness.

C’è tempo più che sufficiente in una sessione di un’ora per riscaldarsi, praticare un movimento o un skill di base o cercare un nuovo PR o 1rm, discutere e analizzare gli sforzi degli atleti, e poi fare un piccolo wod da 2 o 3 esercizi mettendo in pratica  queste abilità, o semplicemente per giocare. I coaches di CrossFit hanno tutti gli strumenti per essere i migliori allenatori nel mondo. Vogliamo il virtuosismo!”

Tutt’oggi, nonostante siano trascorsi 9 anni da questo invito del nostro fondatore, il virtuosismo è alla base dei nostri insegnamenti. Personalmente ad ogni certificazione specialistica di CrossFit alla quale ho partecipato, ho sempre notato come i coaches fossero molto precisi e pignoli nell’insegnarci i movimenti e tale pignoleria l’ho fatta diventare parte del mio modo di insegnare.

Effettivamente essere virtuosi non significa essere pignoli a prescindere ma pretendere che i movimenti seguano le giuste linee per permettere un reclutamento e un’attivazione neuromuscolare ottimale e per evitare infortuni.

Quindi, prima di tutto lavorate sulla tecnica. Senza una opportuna tecnica, non può esistere l’utilizzo dell’intensità. L’utilizzo dell’intensità senza la tecnica non vi farà percorrere molta strada, non farà migliorare le vostre performances e vi porterà all’infortunio. Praticate, praticate e praticate! Coach Stefano

 

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